Perché così tanti imprenditori odiano la propria vita

odiare vita

Sono tre anni ormai che fai parte del mondo degli imprenditori e le cose non stanno andando come pianificato.

Essere imprenditori

La crescita è lenta e stai sprecando troppo tempo a fare il lavoro duro e a servire i clienti, non hai tempo per concentrarti sulla visione generale. La crescita è in stallo. E anche se cresci, la mole di lavoro ti sta uccidendo. La tua salute e il tuo giro vita lo sanno, ormai hai rinunciato parecchio tempo fa. E le relazioni poi, figurarsi…

Segretamente desideri ore regolari e uno stipendio sicuro, anche se questo significa avere a che fare con un capo che non stimi e una esistenza senza scopo.

Così ti siedi e cerchi un segno. E non sei sicuro se sperare di poter continuare o se invece smettere definitivamente. Non è che non credi che ci sia un grande potenziale, è solo che non hai idea di come guidare la nave e ti senti come un prigioniero.

E’ un discorso che fanno molti imprenditori, e chi ci è passato lo racconta a molti aspiranti tali.

Essere il capo di te stesso non ti fa salire automaticamente sul treno della felicità.

Tantissimi imprenditori senza volerlo costruiscono le loro gabbie fatte di stress e poco denaro, invece di progettare motori per la libertà e l’espressione di sé stessi. Non perché siano stupidi o incapaci, ma perché hanno imparato come servire gli altri e non loro stessi.

Il culto del cliente.

Il mondo dell’imprenditoria è maniacalmente orientato al cliente in questi tempi. Identifica e sviluppa il consumatore – ci insegnano – è importante, non hai un business senza clienti. Ma, indovina:

Senza un business che produca non solo guadagni e un buon servizio, ma anche espressione personale, connessione, libertà e scopo, non hai una vita!

Non è importante quanti guadagni hai, o quanti clienti stai servendo, ogni giorno che vai a lavorare fa schifo. Il che significa che ogni giorno fa schifo, perché passi tutto il tuo tempo a lavorare. Non hai mai capito ciò che vuoi, o come costruire qualcosa che non solo dia al consumatore ciò che vuole, ma che dia anche a te ciò di cui hai bisogno.

Mentre questo fenomeno è forte e crescente nel mondo delle startup e dei nuovi imprenditori, è anche significativo nel mondo dei professionisti, dei creativi e anche degli impiegati.

C’è una notizia…

Essere imprenditore non significa costruire un grande business, ma costruire una grande vita.

Ma non avrai mai ciò che ciò vuoi dal modo in cui contribuisci al mondo fino a che non imparerai ad allineare le tue azioni con la tua essenza. E non puoi fare questo finché non hai capito chi sei.

Se il tuo lavoro ti entusiasma, ti permette di esprimerti, stimola il tuo potenziale, ti permette di stare con le persone che ami e di guadagnare abbastanza per vivere bene, allora vai, continua. Altrimenti…

Non andare avanti.
Non soffrire più di così.
Non rinsaldare ancora di più le barre della tua cella.

Premi pausa.

Chiediti:

1. A cosa tengo?

2. Cosa reputo sacro, sia sul lavoro che nella vita?

3. Cosa mi entusiasma, per cosa lavorerei duramente e gratis?

4. Cosa mi svuota, emotivamente, psicologicamente e fisicamente?

5. Per chi voglio lavorare?

6. Preferisco servire o costruire?

7. Cosa reputo non negoziabile?

8. In cosa sono veramente bravo?

9. In cosa sono carente?

10. In che modo voglio spendere ogni giorno?

11. In che modo voglio vivere la mia vita?

E questo è solo l’inizio dell’indagine, ma se inizi con questi 11 stimoli, avrai fatto decisamente di più dell’imprenditore medio o degli aspiranti imprenditori o, francamente, anche della maggior parte delle persone a iniziare a capire chi sei e di cosa hai bisogno.

E inizierai a coltivare il livello di conoscenza di te stesso necessaria a costruire qualcosa che non solo ti farà guadagnare e soddisferà dei bisogni, ma anche che soddisferà te e la vita che cerchi di creare.

Il fallimento imprenditoriale non è solo mancanza di fondi, di conoscenze o di abilità, va molto più nel profondo. Con rare eccezioni, trova le sue radici nell’ignoranza di sé stessi.

Conosci te stesso. Esprimi te stesso. Comanda te stesso.

E dopo, costruiscici intorno.

Fonte: jonathanfields.com

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