L’evoluzione digitale delle piccole e medie imprese italiane

PMI_AdamoL’evoluzione delle piccole e medie imprese in Italia risulta ancora rallentata da svariati fattori: dalla carenza di connessioni mobili ad alta velocità, che limita la diffusione del paradigma industria 4.0 nel manifatturiero, allo scarso uso di Internet per le attività di e-commerce.
L’assenza di una cultura tecnologica per molte aziende, ovviamente, non incentiva lo sviluppo.

Da molti anni si discute del “digital transformation”, ma ad oggi, specialmente confrontando l’Italia con i Paesi esteri, sembra moltissimo il lavoro da fare.
Ciò risulta vero se si pensa al processo di digitalizzazione delle piccole e medie imprese italiane, fondamenti del nostro sistema economico industriale.
Sempre più spesso, le imprese vengono lasciate in balia dei processi di trasformazione, senza avere una visione chiara delle cause e delle strategie che vigono alla base del cambiamento.  Sono molti i casi in cui, nonostante vi siano imprenditori validi e volenterosi, le imprese fanno fatica ad emergere dalle routine gestionale di un’attività rallentata dal prolungato momento di crisi, dalla mancata comprensione delle potenzialità delle tecnologie e da scarse competenze disponibili.
Fare il punto attuale della situazione della digitalizzazione delle imprese in Italia risulta molto complesso, sia per difficoltà di analisi del gran numero e varietà di imprese che rendono difficile una lettura univoca dei risultati, sia perché non è ancora chiaro e il ruolo del digitale all’interno di un’azienda.
PMI_ADAMONonostante tali difficoltà, alcune considerazioni si possono trarre dall’ultima rilevazione dell’Istat sulle realtà nostrane che possiedono da dieci e quarantanove addetti: tale sottoinsieme tralascia volontariamente le micro-imprese e quelle unipersonali che meriterebbero un discorso a parte.
Lo studio esamina, pertanto, solo le circa 187mila aziende Italiane che hanno una massa critica sufficiente per parlare di funzioni aziendali e internazionalizzazione.

I dati evidenziano come quasi tutte le aziende dispongano di una connessione Internet, nonostante una piccola parte, circa il 2%, rimanga ancora completamente offline; nel caso di una connessione a banda larga, sia fissa o mobile, la percentuale aumenta al 6,1%, mentre quasi il 40% non possiede una linea mobile.

L’ultimo dato assume un significato particolarmente negativo per lo sviluppo di un modello per l’industria 4.0 in Italia e della creazione di sistemi cyber-fisici all’interno delle fabbriche: la mancanza di una connessione mobile ad alte prestazioni limita la diffusione di questo paradigma all’interno delle piccole e medie imprese nell’ambito manifatturiero, che rappresentano circa il 34% delle imprese analizzate.

Altro dato notevole riguarda la presenza online di tali aziende, mediante una pagina web o sito internet: poco meno di un terzo delle aziende non è presente su Internet; il 40,2% delle imprese presenti utilizza il sito a fini informativi, il 32,2% per dare visibilità a cataloghi e listini, e poco più del 12% sfrutta il canale online per gestire ordini o prenotazioni di prodotti.

L’ultimo dato offre spunti di riflessione per introdurre il tema dell’e-commerce. I dati Istat evidenziano come le aziende con 10-49 addetti non siano attive in modo significativo in questo canale: solo il 9% ha concluso delle vendite per via digitale, mentre se si guarda agli acquisti effettuati in Rete la percentuale di aziende che si sono dimostrate attive nel corso dell’anno precedente alla rilevazione sale al 36%.

Qual è il motivo per cui le piccole e medie imprese italiane sono così restie ad intraprendere un percorso di trasformazione digitale?

pmi_AdamoLa motivazione centrale, presente anche all’interno delle grandi aziende, riguarda la scarsa diffusione di una cultura digitale: è come se regnasse una sorta di disillusione e di marginalizzazione del ruolo della tecnologia, percepito come estranea e distante al core business aziendale.
Altra motivazione importante è da attribuire ad una debolezza dell’offerta tecnologica riservata alle aziende: negli ultimi anni di difficoltà nello scenario economico si sono accentuati gli effetti di alcune criticità di queste aziende, quali la sottocapitalizzazione e le dimensioni limitate, che hanno reso più difficoltosa la loro capacità di trasferimento tecnologico e di “consulenza” innovativa.

Come modificare tale assetto?
In primo luogo da una riforma del canale, soprattutto da parte dei grandi vendor Ict, che sviluppi delle competenze e delle tecnologie che poi vengono concretamente portate nelle aziende e nei loro sistemi informativi; è necessario poi sviluppare un meccanismo di diffusione e condivisione delle esperienze e delle buone pratiche, per far vedere in modo chiaro che un percorso verso la digital transformation esiste ed è accessibile.

Noi di Adamo siamo pronti a digitalizzare parte del vostro lavoro, e voi siete pronti all’innovazione?

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